L’angolo dell’ingegnere strutturista si trasferisce su Strutturista.com


L’angolo dell’ingegnere strutturista si trasferisce da WordPress.com a WordPress.org, acquisendo un dominio personalizzato. Non più Strutturisti.wordpress.com ma bensì Strutturista.com, hostato dall’hosting americano Bluehost che spero possa essere stabile e veloce.

Le tante visite ricevute, più di 500 al giorno, mi hanno fatto proponendere per un qualcosa di più professionale, con la possibilità di analisi più dettagliate delle visite ricevute (con il supporto Javascript, prima assente), possibilità di modificare in totale libertà la struttura del sito, e-mail personalizzate (a proposito, da adesso mi potete contattare su onorio@strutturista.com anziché ofs@hotmail.it) e tanto altro che svilupperò ed aggiungerò in questi giorni, tempo permettendo.

Ringrazio dunque quanti mi seguono giornalmente, soprattutto quelli che hanno il sito nei propri preferiti (si, adesso posso vedere anche da dove mi venite a trovare…). E ribadisco il motto del sito: “aiuta, che in futuro potresti aver bisogno di aiuto“.

Buona lettura.

Ing. Onorio Francesco Salvatore

onorio@strutturista.com

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Domini di stabilità e resistenza per isolatori sismici elastomerici: il calcolo della pressione ammissibile in accordo con il DM 2008


In questo articolo viene trattato l’approccio delle normative nelle analisi dei dispositivi elastomerici; come spiegato più in dettaglio nel seguito, lo sfondo sul quale si muovono è sempre la teoria di base di James Kelly ed altri. La normativa italiana (DM ’08 e successive circolari), ad esempio, fa riferimento al calcolo dell’area ridotta per isolatori sotto carichi e deformazioni esattamente come nella teoria di base. Va inoltre rilevato che in seguito ad una serie di analisi FEM mediante il programma Abaqus, poi confrontate con i risultati di sperimentazioni al reale, le normative italiane hanno risposto particolarmente bene, con una predizione del comportamento abbastanza aderente al vero (meglio di quanto facciano le normative giapponesi, per intenderci). Tempo permettendo, sarà mio piacere discutere dei risultati con i lettori di questo sito. Ad ogni modo, ciò non toglie che vi siano parecchie approssimazioni, qualcuna anche non trascurabile in determinati casi. Determinati fenomeni vengono contemplati con semplici fattori moltiplicativi indipendentemente da altri strettamente interconnessi e la cui variabilità andrebbe, invece, tenuta in conto.

Passiamo ora ad analizzare il problema in maniera più dettagliata. Le normative italiane attualmente in vigore dettano le seguenti disposizioni:

La prima condizione riguarda Leggi il resto dell’articolo

Il problema degli effetti di bordo negli isolatori sismici elastomerici e l’approccio semplificato delle normative


Continuiamo a parlare di isolamento sismico e di dispositivi elastomerici (basta fare una ricerca nel sito per spulciare tra i precedenti articoli). In questa bella mattinata di inizio settembre mi piacerebbe parlare degli effetti di bordo, i quali costituiscono un problema assolutamente non trascurabile negli isolatori sismici di tipo elastomerico.

Nel seguito troverete un isolatore sismico modellato dal sottoscritto con il programma agli elementi finiti Abaqus il quale sarà di aiuto ai lettori per avere un riscontro visivo del problema trattato. Successivamente verrà fatto riferimento alla normativa vigente per vedere in quale maniera essa tiene conto di questo problema.

Dunque, preso un generico isolatore soggetto a grandi deformazioni e carichi verticali, si ha: Leggi il resto dell’articolo

Il problema della perdita dell’aderenza acciaio-gomma negli isolatori elastomerici


L’isolamento sismico è un argomento relativamente recente, nonostante le prime applicazioni siano abbastanza antiche (si veda l’articolo “Isolamento sismico: le tappe storiche dal 1266 ad oggi“). Oltre ad essere un argomento affascinante, dunque, affascina anche il pensare che ci siano fenomeni non ancora compresi del tutto e per i quali sono in corso vaste campagne di sperimentazione (l’Università Federico II di Napoli è particolarmente attiva in questo settore grazie anche al contributo di personaggi del calibro di Antonello de Luca e Federico Massimo Mazzolani). Il mio misero contributo lo diedi con lo studio della stabilità degli isolatori elastomerici soggetti a spostamenti orizzontali per famiglie di dispositivi aventi diverso fattore di forma secondario S2. Ma chiudiamo queste divagazioni ed andiamo al nocciolo del problema: l’articolo di oggi vuole porre attenzione sul problema della perdita di aderenza acciaio-gomma.

Con riferimento all’immagine: Leggi il resto dell’articolo

Stabilità degli isolatori sismici nei confronti del roll-out


Un problema che può compromettere la stabilità di un dispositivo elastomerico è il cosiddetto roll-out. Il fenomeno, rappresentato in figura, si presenta quando il collegamento degli isolatori alla struttura non avviene mediante bulloni ma bensì con soli connettori a taglio. L’impiego di questi connettori è stato particolarmente diffuso in passato, quando ai dispositivi veniva imposta l’impossibilità di avere sforzi di trazione; con il superamento di questo limite è risultato evidente che i bulloni costituiscono l’unico collegamento affidabile per ovviare ai problemi di stabilità dovuti al roll-out.

Il roll-out lo si ha quando Leggi il resto dell’articolo

Le Smart Structures: la nuova frontiera dell’isolamento sismico intelligente


Abbandoniamo per un momento la parentesi aperta sulle strutture offshore e torniamo all’isolamento sismico. L’immagine in testata ci facilità questo cambio di argomento: essa rappresenta una piattaforma offshore in costruzione in un’area caratterizzata da forte attività sismica. Il progetto prevede che la piattaforma sia isolata dai supporti.

Il tema dell’isolamento sismico l’ho già trattato nei seguenti articoli:

In questo articolo desidero focalizzarmi sull’isolamento sismico intelligente, impiegato mediante le cosiddette smart structures. Una nuova frontiera dell’isolamento sismico, infatti, consiste nell’impiego di dispositivi intelligenti che Leggi il resto dell’articolo

Fondazioni di macchine vibranti: metodologia di analisi ed esempio pratico


L’articolo che segue è frutto della collaborazione tra L’angolo dell’ingegnere strutturista e l’esperto di geologia e geotecnica Romolo di Francesco. Il tema è particolarmente importante per determinati settori dell’ingegneria strutturale, come quello della progettazione di impianti industriali.

1. METODOLOGIA DI ANALISI

L’azione delle macchine vibranti sul terreno attraverso le fondazioni si traduce sempre nella trasmissione di sollecitazioni cicliche e/o dinamiche, dipendenti da moti alternativi o rotanti, alle quali corrispondono forze di inerzia che non possono più essere trascurate rispetto alle condizioni statiche. In ogni caso, qualunque sia la sollecitazione trasmessa, il problema si riduce pur sempre nella determinazione dello spostamento ammissibile, comune ai problemi statici e dinamici, il quale, in quest’ultimo caso, è essenziale per il calcolo dei valori di picco della velocità e dell’accelerazione.

Figura 1. Sistema massa + molla ad un grado libertà, nel quale la forza di richiamo è F = – k x d, essendo k la costante elastica della molla e d lo spostamento dalla condizione di riposo (estratta da: Lesioni degli edifici – Ulrico Hoepli Editore spa, Milano, 2008).

Riducendo l’analisi ad un sistema verticale ad un solo grado di libertà (Figura 1), ossia al classico sistema massa + molla, i parametri da determinare sono allora: Leggi il resto dell’articolo