Analisi sismica di strutture interrate


Ultimamente sono attorniato dalla progettazione di impianti dissabbiatori, disoleatori, disinfezione raggi UV, denitrificazione e quanto altro si inventano gli impiantisti (attualmente al lavoro sull’impianto di depurazione di Punta Gradelle, Vico Equense) e colgo l’occasione per buttare giù due righe, magari innescando una discussione proficua con i visitatori (a proposito, siamo a 600 giornalieri, vi ringrazio).

Partiamo da una scuola di pensiero molto diffusa ma purtroppo altrettanto errata: “per le strutture interrate non è necessaria la verifica sismica”. Sbagliato.

Una struttura in elevazione, non interrata, è soggetta durante il sisma al moto del suolo. Questo fa si che la base sia in movimento e la sommità libera di oscillare. Il moto del suolo causa uno stato di sollecitazione sulle opere in elevazione. Immaginiamo una bottiglia di acqua poggiata su un tavolo e cominciamo a far oscillare quest’ultimo. Quello che otteniamo è molto simile a quanto accade ad una struttura estremamente rigida soggetta ad un moto alla base.

Quello che ci chiediamo adesso è: cosa succede alla bottiglia se la interriamo in un vaso e cominciamo a scuotere il vaso? L’ipotesi fatta è estremamente semplificata e quindi la risposta sarà altrettanto semplice: praticamente nulla. Cominciamo a dettagliare un po’ meglio le condizioni al contorno, avvicinandoci a quello che accade in realtà. La propagazione del sisma nel terreno la si ha mediante onde. Le onde sismiche possono essere: Leggi il resto dell’articolo

Ringraziamento all’Ordine degli Ingegneri di Oristano e al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco


Con questo articolo vorrei ringraziare l’Ordine degli Ingegneri di Oristano e in particolare l’ingegnere Fabio Sassu, vice comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Oristano. Mi è stato comunicato, infatti, che nel bollettino n. 62 “Professione Ingegnere” dell’Ordine suddetto è stato citato questo sito. L’occasione, purtroppo, è stata data dal terremoto in Abruzzo.

Per chi scrive per hobby, giusto per buttare giù due righe dopo il lavoro, è gratificante. Con il presente desidero dunque ringraziare e citare a mia volta. Gli articoli in questione si intitolano:

Il terremoto in Abruzzo – resoconto di un collega che ha operato nella zona del sisma

Intervento di stabilizzazione della chiesa di S. Maria delle Grazie (Madonna di Pettino) sita in loc. Pettino – L’Aquila

Chi volesse leggere gli articoli in questione Leggi il resto dell’articolo

Calcolo del modulo di reazione del terreno: relazioni di Bowles e Terzaghi


Il coefficiente o modulo di reazione del terreno viene definito come quel legame che vi è tra la pressione esercitata su un terreno ed il suo cedimento. Tale strumento è largamente usato nelle analisi strutturali sia per la buona approssimazione dei risultati ottenuti sia per la semplicità d’uso.

Viene indicato come:

k = q/d [kN/m³]

dove q è la pressione esercitata e d è il cedimento.

Ciò che da sempre ci è cercato di fare è Leggi il resto dell’articolo

Identificazione e classificazione dei terreni: ghiaia, sabbia, limo, argilla, etc.


Con questo articolo affrontiamo un argomento molto semplice, discorsivo, privo di formule ed anche molto trattato all’università: l’identificazione e classificazione dei terreni. Nel prosieguo vi sarà qualche riferimento alle British Standards, le norme britanniche, che sono tra le migliori insieme a quelle statunitensi.

Il problema affrontato da questo argomento risiede nella classificazione dei terreni esistenti, estremamente diversi tra loro per caratteristiche varie, come dimensione delle particelle, tessitura, struttura, ecc. La variabilità in questo caso è infinita. Sorge dunque il problema di ricorrere a poche famiglie di terreni che possano essere accomunate da medesime caratteristiche. Ciò che interessa all’ingegnere strutturista è ovviamente il comportamento meccanico dei terreni.

Si possono individuare anzitutto 4 grandi famiglie:

  1. terreni a grana molto grossa;
  2. terreni a grana grossa con più del 65% in sabbia e ghiaia;
  3. terreni a grana fine con più del 35% in limo ed argilla;
  4. terreni organici.

Alla prima prima famiglia appartengono: Leggi il resto dell’articolo

Funzioni Excel per il calcolo del momento resistente di sezioni in cemento armato


Facendo seguito ad un vecchio articolo in cui veniva trattata una funzione Excel per la verifica ed il progetto di pilastri in c.a. con metodo semplificato*, si fornisce qui una nuova funzione che consente la determinazione esatta di Mrd (e non approssimato come prima). In realtà, quella proposta di seguito è solo la prima di una serie ed altre ne verranno aggiunte man mano.

La funzione in questione sostanzialmente è un codice VBA da inserire in un foglio Excel. La procedura è la seguente:

  1. aprire un nuovo foglio Excel e quindi aprire la pagina progetto di Visual Basic;
  2. inserire un nuovo modulo;
  3. copiare ed incollare il codice qui sotto;
  4. tornare nel foglio Excel;
  5. nella voce inserisci funzione trovate la nuova funzione tra quelle definite dall’utente.

Da notare che la pagina di progetto di Visual Basic la si trova nella sezione “Sviluppo“. Se non fosse presenta bisogna aggiungerla dalle “Opzioni di Excel“.

Il codice è il seguente: Leggi il resto dell’articolo